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17
09
2021

I Pozzi in Mozambico!

Durante la missione del Luglio 2019 abbiamo incontrato il Presidente del Consiglio Municipale Luìs Antonio Saìde Jumo, sindaco di Lichinga, un politico importante in un contesto territoriale come questo. Siamo sempre stati accompagnati dai nostri amici di A.MO.PRO.C. (Associazione Mozambicana per la promozione della cittadinanza) ragazzi giovani che lavorano a stretto contatto con la popolazione soprattutto con le donne e i bambini.

Lichinga è il capoluogo del distretto del NIASSA, una provincia che conta circa 220.000 abitanti: un punto attrattivo con intorno il nulla, per tanti villaggi del territorio.

In quel periodo c’era in visita il Presidente del Mozambico in carica Filipe Nyusi, figlio del rivoluzionario che aveva partecipato alla lotta per dare vita a questa giovanissima repubblica: un percorso fragile forse ancora da maturare e concludersi. Sarebbe stato rieletto di lì a poco. Leggo gli appunti che avevo preso in quel contest mi stupisco che tante cose si siano confermate.

Covid e uragani, imprevisti a parte, non hanno migliorato le cose, purtroppo l’andamento è rimasto tal quale. I problemi atavici di questi luoghi permangono tutti. Potremmo cominciare “semplicemente” dall’acqua. Il Sindaco è giovane e quando viene a conoscenza dell’idea di recuperare le strutture di Mitawa gli sorridono gli occhi perchè anche lui ha studiato in quei locali.

Eravamo in Mozambico per confermare il nostro impegno con il Consorzio Idrico Alessandrino ATO6 per la realizzazione di pozzi. Lui sapeva questo ma non si aspettava altro.

Una persona che vuole fare e che non ha fondi, quando gli vengono proposte delle azioni concrete si mette in gioco.

Sapeva che eravamo venuti per FARE, qualsiasi cosa andava bene: non si aspettava così tanto.

Eppure, come cambia la percezione! Per noi sembra poco ma per loro è Vita.

Il nostro ultimo progetto, in fase di chiusura in questi giorni, serve per la realizzazione di ulteriori tre fonti d’acqua potabile per gli abitanti dei Bairro de Assume-tem de Namacula-tem e Njige-tem. Nell’insieme, in villaggi, sono composti da “solo” 65.000 persone circa, rispetto ai 220.000 abitanti di LICHINGA.

Gli abitanti sono serviti, in alcuni casi, da pozzi distanti da casa, a volte 4/5 km se non di più.

Immaginare una vita senz’acqua a casa…!  Ho ancora difficoltà ad accettarlo come concetto.

Apro il rubinetto, esce. Lì no! In realtà il rubinetto non c’è proprio e nemmeno  la rete idrica. Immaginate: prendo un secchio grande e vado al pozzo, 4/5 km – attendo in fila, lo riempio, se c’è una pompa mi trovo di fronte ad uno dei pozzi realizzati da ICS nel corso degli anni.

Oppure da una fonte riempio con una scodella più piccola, un po’ alla volta, il secchio, oppure come in uno dei quartieri, dal corso d’acqua che passa, tralasciando tutto ciò che si può pensare sulla salubrità di quest’acqua. Poi ritorno a casa, percorrendo di nuovo quei 4/5 km con il secchio o i secchi pieni d’acqua. Forse non solo una volta al giorno…

A volte si rischia di riportare fatti, in modo TROPPO crudo e diretto. Vorrei non fosse percepito così.

Eppure, io ho provato a fare un calcolo, secondo me indicativo, di quanto possa costare realmente portare acqua potabile a una persona.

Abbiamo realizzato (in questi giorni stiamo terminando i lavori), 3 fonti d’acqua con una spesa di circa 50.000 € per un bacino d’utenza di 60.000 persone. In pratica, il costo reale sarebbe di circa 80 centesimi di euro a persona. Potrebbero avere acqua potabile. Va tenuto in considerazione questo calcolo? E’ chiaro di quale irrisorio sforzo economico si tratta?

Va indicato quanto può essere importante anche un piccolo contributo del singolo ad associazioni del terzo settore che operano nel contesto della Cooperazione decentrata?

I nostri  amici di A.MO.PRO.C., i nostri omologhi sostanzialmente, sul territorio promuovono e condividono con la popolazione la scelta del luogo e l’educazione all’utilizzo consapevole dell’acqua oltre a tanti altri temi. Il pozzo viene VOLUTO e in pratica adottato dalla popolazione.

I componenti di A.MO.PRO.C con i quali ci confrontiamo costantemente con il poco che riusciamo “a dare” riescono a fare rete sul territorio. Rispondono a emergenze di primo livello. Dialogano sulla formazione in tanti aspetti. E’ un gruppo dinamico che avrebbe bisogno di maggior supporto e che tanto si spende per il contesto.

Marta, Ermenegildo e tutti gli altri componenti di A.MO.PRO.C: Grazie, Grazie, Grazie!

Autore: StrAlessandria

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